E quanto erano belli Gli anni combustibili Quelli dei sogni come dirigibili Liberi e leggeri A tre chilometri dal suolo E senza percepire Il mal di testa del futuro E mal di schiena del passato Semplicemente non pensare Ora le emozioni sono schiuma di onde del mare Che scompare in un secondo E ti lascia moribondo Tre stipendi per poterle riassaporare Una canzone per poterle nel petto Davvero risentire Noi eravamo il tempo lo spazio e le stelle Eravamo la pioggia che ti bagna la pelle Eravamo la terra durante un temporale Impregnati di vita da fare germogliare Eravamo un clown dietro ad un funerale Il bambino sveglio la notte di Natale E quanto erano belli Gli anni combustibili Delle emozioni a volte indescrivibili Restavamo vivi A tre centimetri dal fuoco E senza scivolare Nell'incertezza del futuro La nostalgia del passato Semplicemente non pensare Ora i pensieri sono Come quell'onda del mare Che ti schianta in un secondo E ti lascia moribondo Senza forze per alzarsi e continuare In attesa della prossima marea E che torni un po' di follia Noi eravamo il tempo Lo spazio e le stelle Eravamo la pioggia che ti bagna la pelle Eravamo la terra durante un temporale Impregnati di vita da fare germogliare Eravamo un clown dietro ad un funerale Il bambino sveglio la notte di Natale Noi eravamo il tempo Lo spazio e le stelle Eravamo la pioggia che ti bagna la pelle Eravamo la terra durante un temporale Impregnati di vita da fare germogliare Eravamo un clown dietro ad un funerale Il bambino sveglio la notte di Natale Eravamo un clown dietro ad un funerale
Displaying Anni Combustibili Lyrics.txt.
Noi civiltà millenaria
Scomparsa ricordi quel giorno
Che un bambino faccia a terra nel bagnasciuga
I suoi pantaloncini rossi
La mamma aveva smesso di chiamare
E noi abbiamo smesso di guardare
Per non sentire chiamare il nostro nome
Come all’interrogazione tra i banchi di scuola
Siamo come l’erosione delle coste
Lenta, inesorabile e impercettibile
Ci siamo arresi a non guardare più i tramonti
ad apprezzare la bellezza dei momenti
E forse
Ci sentivamo solo soli
Come piattaforme petrolifere nel mare del nord
O come quelle isole del pacifico
Schiaffeggiate dalle onde del mare
Che resistono anche se fa male
Noi civiltà millenaria
Scomparsa ricordi quel giorno
Che un uomo in strada tra i cartoni
Tremando al freddo
Aveva smesso di lottare
E noi abbiamo smesso di guardare
Per non sentire urlare il nostro nome
Nascosti sotto i banchi di scuola
Durante il terremoto
Siamo come la deriva continenti
Lenta inesorabile, impercettibile
Ma intanto squarcia questa terra nel profondo
Distruggendo millenni in un secondo
E forse
Ci sentivamo solo soli
Come piattaforme petrolifere nel mare del nord
O come quelle isole del Pacifico
Schiaffeggiate dalle onde del mare
Che resistono anche se fa male
Padre
Le nostre paure allora eran vere
Si cambia davvero
Lo Sai che nessuno qui corre più dietro al pallone
E non ho capito… perchè
Padre
Lo Sai che gli sguardi non fan più tremare
Ora il cuore è cemento
E che se a cadere si impara
Ora ne so di cose
Ma fa ancora male
Padre
Il sistema solare forse non mi appartiene
Ho sbagliato universo
Il tempo che scorre normale
A volte fa male
Non basta la vita che c’è
Senti la notte che arriva
Un giorno a sopresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare
Padre
Dobbiamo cambiare il rumore del mare
Mi fa nostalgia
Lo sai come poi va a finire
Riascolto le note
Di un tempo migliore
Padre
In un giorno normale
Si cambia colore
Come i pensieri
Lo sai che col vento i capelli
Si son spettinati
E la vita ancora di più
Senti la notte che arriva
Un giorno a sopresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare
Padre
Le nostre paure allora eran vere
Si cambia davvero
Lo Sai che ho imparato a volare
Sopra la confusione
Che bello il mondo da qui
Padre
Le nostre paure allora eran vere
Si cambia davvero
Lo Sai che nessuno qui corre più dietro al pallone
E non ho capito… perchè
Padre
Lo Sai che gli sguardi non fan più tremare
Ora il cuore è cemento
E che se a cadere si impara
Ora ne so di cose
Ma fa ancora male
Padre
Il sistema solare forse non mi appartiene
Ho sbagliato universo
Il tempo che scorre normale
A volte fa male
Non basta la vita che c’è
Senti la notte che arriva
Un giorno a sopresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare
Padre
Dobbiamo cambiare il rumore del mare
Mi fa nostalgia
Lo sai come poi va a finire
Riascolto le note
Di un tempo migliore
Padre
In un giorno normale
Si cambia colore
Come i pensieri
Lo sai che col vento i capelli
Si son spettinati
E la vita ancora di più
Senti la notte che arriva
Un giorno a sopresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare
Padre
Le nostre paure allora eran vere
Si cambia davvero
Lo Sai che ho imparato a volare
Sopra la confusione
Che bello il mondo da qui
E ogni volta
Che ti risvegli
Mi trovi ancora qua
Chissa che noia sarà
Ma io
Unirò
Sulla schiena quei nei che hai
Ad uno ad uno così scoprirai
Che disegno sei
Perché
Sulla pelle
Ci trovi scritto che
Non c’è tempo da perdere
E sai
Che anche se
Fanno finta di niente però
Le unghie in silenzio
Crescono
E una carezza
Diventa un graffio per te
Senti ascolta
Ti va di uscire
Stare fuori un po’
Fuori fuori fuori
Ti porto al mare
A sentire il rumore che
Fanno le onde e che sembra
Un respiro
E poi
Prendiamo il treno
Per tornare in cucina e
In un bicchiere
Troviamo le risposte che
Ci fan stare bene
E sai
Che anche se
Fanno finta di niente però
Le unghie in silenzio
Crescono
E una carezza
Diventa un graffio per te
Ma poi perché
Come neve al sole
Scivoli via
E di colpo piove
E io son senza ombrello
Senza un perché
Decidi di andare
Dai resta qui
Finiamo di parlare
O non scoprirò mai
Che disegno sei
E forse dovremmo
Seguire le rotte migratorie degli uccelli
Lungo il campo magnetico terrestre
Leggeri nel vento spalancare le ali e lasciarsi cadere
Per poi trovare l’equilibrio perfetto all’equatore
Dimenticare le stagioni
E le preoccupazioni
Respirare il profumo della terra
Quando smetterà di piovere
A cento metri dall’asfalto, asfalto
E a piedi percorrere le distanze della terra
Dal buio di questa stanza tutto in una sera
Una nave che parte da genova
Un aereo da milano
Quattro passi lungo il tamigi
Direzione mare
Scoprire i segreti degli uomini e i percorsi circolari
L’abitudine di farsi male di non pensare
Stupiti come davanti ad un’aurora boreale
Come da bambini davanti al mago
Che fa scomparire le paure
Trattenere il fiato per paura che a respirare ci si possa fare male
Ragazzino di 14 anni
Un assolo da provare per poi suonare dentro un garage con quattro amici
Ed io che pensavo che la vita fosse come andare in autostrada
La linea bianca che dice dove andare e quando puoi superare
Qualcuno ti lascia passare
Un’incidente un graffio
Nessuno si è fatto male
Particella elementare gira intorno a frammenti di materia oscura
E di vita ordinaria
E si perde alla deriva tra lo spazio una chitarra sotto la luna e quattro stelle
Brividi sulla pelle
E la quinta elementare delle pagelle
Delle mamme che sono ancora tutte belle tutte belle
Ed un anno di lavoro per tre giorni di felicità aspettata
E poi alla fine ben simulata
Una moto e chilometri contro il vento
Malattia chе cresce dentro
E vuolе urlare
Va tutto bene è solo un dolore momentaneo passeggero
Staremo meglio domani, dopodomani
O dopo ancora
Addio mondo idiota mondo cane
Che dicevano che eri rotondo
Ma io ti ho visto molto piatto e crudele
Maledizione non starò a guardare
E tornerò a respirare
Ed una notte all’ospedale nella corsia solitaria
Le luci, il microscopio, la particella elementare
Si è persa dentro il buio della notte e adesso
Non sa più dove andare
Particella elementare sopra un foglio tre parole
Ed un sentimento duro come il cemento, o l’acciaio
Che ti scava dentro in ogni momento
E la notte che non ti lascia andare
Rallentare il tempo con un caffè
O con una sigaretta immaginare il futuro
E una vecchia che ti dice figlio mio tra poco arriva il temporale
Guarda arriva il temporale
E poi l’autunno e le sue foglie
Da calpestare un sogno da ricostruire da ripensare e inventare
Catene da spezzare una calza da cucire
Una notte al freddo per un uomo solo
Un uomo uguale a me tra i cartoni ed un cane
Cosa ti è successo amico, prima chi eri, chi ti amava
Stasera fa freddo nell’atrio buio del condominio
Stasera fa freddo nell’atrio
Ed una Punto in retromarcia a cambiare direzione
Con i fari nella notte nei pressi di Torino
Sulle colline qualcuno dorme una coppia fa l’amore
Chiudo gli occhi ed è tutto elementare
Sono i giorni delle particelle elementari
Di ogni piccolo elemento carico di energia
Particelle in collisione si disintegrano
Bruciano e nel cuore ti lasciano la scia
Sono i giorni delle particelle elementari
Delle cose piccole che non fanno mai rumore
Ma in questi giorni diventano speciali
E scatenano dentro me la guerra termonucleare
E come è bello stasera senza luce senza casini
Senza troppo rumore
Il caffè sul fuoco le ombre sul muro
Io che parlo poco faccio il duro ti guardo
Mentre disegni in aria con il dito la forma dell’infinito
Le nostre parole nascono già stanche
Come vecchi nelle piazze
Come lo sbadiglio di un cane
Come certe nuvole lontane
Cosa dobbiamo fare
Non si parlava di volare
O non si vola più
E le poesie nascono solo di sera
Non so perché sarà che la vita sembra un po’ più vera
O forse sarà chе finalmente mi fermo ad ascoltarе
E come un treno come l’acqua del fiume
Come la vita tutto scorre troppo veloce
Io resto indietro come dietro un vetro
E guardo le cose andar lontano
Altro che poesia
Tutto ci stanca tutto ci annoia
Questa vita che si ripete sempre uguale
La domenica da pasqua a natale
Sai che ti dico
E e e
Rimetto su il caffè
Che ore sono non mi sono reso conto
Delle stelle poi mi sa che ho perso il conto
O forse sarà che non voglio che ritorni il mattino
(che ritorni il mattino)
E e e
E come un treno come l’acqua del fiume
Come la vita tutto scorre troppo veloce
Io resto indietro come dietro un vetro
E guardo le cose andar lontano
Altro che poesia
E come un treno come l’autostrada
Come questa vita tutto scorre troppo veloce
Io resto indietro come dietro un vetro
E guardo
E come un treno come l’acqua del fiume
Come la vita tutto scorre troppo veloce
Io resto indietro come dietro un vetro
E guardo
E diventavo cenere
All’incandescenza delle tue parole, delle tue parole
E non volevo cedere neanche all’evidenza
Almeno per salvarmi un po’ la faccia
E siamo scappati senza prender niente
E ora siamo confusi tra la gente
Siamo una bolla di sapone
Che sta scoppiando, ma nessuno sentirà il rumore
E lottavamo soli contro tutti gli uomini, come
Come in preda all’influenza
Ai moti d’incoscienza da liberare
Un muro da scalare insieme a te
E ora cosa c’è che non va?
La guerra è rimasta a metà
O siamo noi? Ci siamo arresi?
O cosa siamo adesso? Ci penso spesso
Forse poi sarà
Che il tempo distorce la realtà
Come il soffitto che stasera
Qui dal pavimento sembra immenso
E diventavo cenere
All’incandescenza delle tue parole, delle tue parole
E ti facevo credere di poter fare senza
Almeno per salvarmi un po’ la faccia
E siamo rimasti senza dire niente
Abbiamo riempito i vuoti della mente
Siamo una bolla di sapone
Che sta scoppiando, ma nessuno capirà l’illusione
E dicevamo: non saremo quegli uomini, già
Che solo sono un inno all’incoerenza
Han venduto la coscienza agli animali
Negli occhi la scintilla non han più
E allora cosa c’è che non va?
La guerra è rimasta a metà
O siamo noi? Ci siamo arresi?
E cosa siamo adesso? Ci penso spesso
Forse poi sarà
Che il tempo distorce la realtà
Come il soffitto che stasera
Qui dal pavimento sembra immenso
Immenso!
E diventavo cenere
All’incandescenza delle tue parole, delle tue parole
E diventavo cenere
All’incandescenza delle tue parole, delle tue parole